Spaesi

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Cosa succederebbe se Milano si scoprisse improvvisamente circondata dal mare? E se Reggio Emilia, invece, un giorno si mettesse a volare?”

Tanti anni fa, giocando con le parole, Gianni Rodari immaginò un Paese con l’essedavanti dove un giorno arrivò Giovannino Perdigiorno, un grande viaggiatore: un paese dove gli “stemperini” facevano ricrescere le matite anziché consumarle, dove c’erano “staccapanni” con tanti cappotti e giacche per chi ne aveva bisogno e “scannoni” e “strombe” per disfare la guerra. 

Questo è uno dei tanti esempi con cui Gianni ha voluto fare geografia e dimostrare che la fantasia non è una via di fuga dal mondo, ma un modo per dar senso alla realtà, per immaginarla differente: un allenamento all’utopia («cosa accadrebbe, per esempio, se nel mondo sparisse il denaro?») che, come scriveva, non è meno educativa dello spirito critico.

Con le storie e i procedimenti fantastici per produrle noi aiutiamo i bambini a entrare nella realtà dalla finestra, anziché dalla porta. È più divertente: dunque è più utile

Gianni Rodari, Grammatica della Fantasia, p.29

Quella delle «ipotesi fantastiche» è una tecnica semplicissima, custodita al capitolo 6 di quella che è la bibbia secondo Gianni, chiamata anche: Grammatica della fantasia. La sua forma è appunto quella della domanda: “Che cosa succederebbe se…

Per formulare la domanda si scelgono a caso un soggetto e un predicato.
La loro unione fornirà l’ipotesi su cui lavorare.

Como nel comò

Una volta un accento per distrazione cascò
sulla città di Como mutandola in comò.
Figuratevi i cittadini Comaschi, poveretti:
detto e fatto si trovarono rinchiusi nei cassetti.
Per fortuna uno scolaro rilesse il componimento
e liberò i prigionieri cancellando l’accento.
Ora ai giardini pubblici han dedicato un busto
“A colui che sa mettere gli accenti al posto giusto.”

G. Rodari, Filastrocche in cielo e in terra, Einaudi, 1960


La missione di oggi attinge e rilancia in toto il bellissimo progetto SPAESI: un atlante di geografia fantastica promosso dal Movimento delle Piccole Scuole dell’INDIRE.

L’obiettivo è quello di creare nuovi scenari per il futuro a partire dal “Cosa succederebbe se“, unito ad una buona dose di fantasia e applicato alle varie branche della geografia, come ad esempio la:

  • geografia politica (cosa succederebbe se la figlia di Trump si dovesse innamorare perdutamente di Kim Jong Un?)
  • geografia economica (cosa succederebbe se permettessimo di chiamare e vendere come “made in Italy” solo ciò che è prodotto completamente in Italia?)
  • geografia locale (cosa succederebbe in paese se dovesse chiudere il bar sport/centrale?)
  • geografia urbana (cosa succederebbe se per precauzione, dovessimo chiudere tutte le città con più di 10mila abitanti?)
  • geografia regionale (cosa succederebbe se tutti i comuni di confine dovessero votare per cambiare regione?)
  • geografia medica (cosa succederebbe se un nuovo focolaio COVID dovesse scoppiare domani alle 7 nella stazione dei treni di Bologna?)
  • geografia litorale (cosa succederebbe in Italia se il livello del mare dovesse salire di oltre un metro?)
  • cartografia (cosa succederebbe se tutti i GPS dovessero perdere la bussola?)
  • geomorfologia (cosa succederebbe se tutti i fiumi italiani domani, per pigrizia, dovessero effettuare un classico “salto di meandro”?)
  • geodesia (cosa succederebbe se la Terra, inciampandosi, dovesse schiacciarsi ulteriormente ai poli?)
  • … chi più ne ha, più ne metta
Come passerebbero le giornate nell’isola di Genosha se esistesse davvero?

Michele Cometa, nel suo libro Perché le storie ci aiutano a vivere, sostiene che pensare nessi improbabili tra le cose per costruire mondi plausibili sia una delle radici del nostro modo di conoscere e comprendere la realtà.
Il nostro pensare attraverso le storie è un’abilità umana che ha a che vedere con la nostra capacità di organizzare la memoria e ciò che sappiamo del mondo per pensare la nostra azione nel mondo.

A perfezionare il discorso ci ha pensato Franco Lorenzoni, riferendo le parole di Alessandra Ginzburg, autrice del libro Pedagogia dell’ascolto. Pensare per ipotesi fantastiche è ciò che fanno spontaneamente i bambini per farsi una ragione del mondo: per il bambino, conoscere è prima di tutto elaborare una ipotesi fantastica […] una forma spontanea di risposta agli innumerevoli quesiti che la realtà propone quotidianamente alla sua inesperienza.)

Perfino la prestigiosa Lonely Planet ha scritto una guida ai luoghi fantastici che non esistono ma che dovrebbero, per rendere questo mondo un po’ migliore! Eccola qui.

Cosa aspettate dunque?

Liberate la vostra fantasia e date forma a scenari futuribili a partire da un semplice “Cosa succederebbe se…”. Richiederà un po’ di esercizio, all’inizio, ma poi permetterà di viaggiare molto lontano, divertendosi anche un po’.

Il divertimento è utile sempre e di più ora

Gianni Rodari

Condividete le vostre domande, ma soprattutto le vostre risposte, scrivendole qui sotto nei commenti e/o condividendole sui social includendo il nostro nametag @missionigeografiche e la parola chiave:

#spaesi


40 anni fa moriva Gianni Rodari, nato a Omegna il 23 ottobre di cent’anni fa. Un autore molto amato da bambine e bambini, insegnanti e genitori, per quella sua capacità di “sbizzarrire la sua fantasia con lo slancio più estroso e la più felice leggerezza”, per dirla con le parole di Italo Calvino.

Ringraziamo tutti coloro che hanno lavorato e stanno lavorando al progetto INDIRE – Spaesi. Per restare informati su tutte le iniziative di questo prezioso gruppo di lavoro vi invito a seguire la loro pagina web e facebook.

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