Cittadinanza alla mano.

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4.7
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Il tocco è essenziale come la luce del sole.

Diane Ackerman

Confucio sosteneva l’essere umano impara manipolando, Maria Montessori definisce la mano “organo psichico” .

Toccare qualcosa significa conoscerlo, capire com’è fatto, a cosa serve e come si può utilizzare. Viviamo in un mondo fatto di oggetti, la maggior parte dei quali sono da utilizzare con le mani.

Ci alziamo al mattino e tocchiamo: sveglia, cellulare, interruttore, wc, rubinetto, sapone, asciugamano, varie creme miracolose, frigo, tazza, cartoccio del latte, pacchetto di cereali, microonde, tovaglietta, cucchiaino, sedia, bidoncino della spazzatura, gatto, spazzolino, pettine, occhiali, vestiti, scarpe, giacca, chiavi, borsa, maniglia … senza contare pannolino, macchinina, teste di bambola, corpo di bambola, colla a caldo, spade laser, pallina pazza, cerotto, disinfettante, smacchiatore (nel caso abbiate la fortuna di condividere il risveglio con uno o più pargoli).

E questo elenco minimo è solo per citare alcuni degli oggetti che passano tra le nostre mani prima di uscire di casa.

Se pensiamo all’intero arco della giornata, citarli tutti sarebbe decisamente lungo e vagamente noioso (ma naturalmente se soffrite d’insonnia o dovete affrontare un luuuuuungo viaggio vi suggeriamo di provare a fare la lista completa).

La nostra quotidianità è piena di oggetti (anche troppi) ma non è l’obiettivo della missione dimostrare quanto sia “consumistica” la nostra quotidianità.

Il modo prioritario con il quale interagiamo con gli oggetti è attraverso la manipolazione, ma non è l’obiettivo della missione dimostrare modalità differenti di interazione con l’ambiente.

E allora?

Ci troviamo nel momento di rottura dell’equilibrio di una fiaba avvincente. Il re crudele (quello con la Corona tanto per intenderci) ha assediato i nostri eroi e la battaglia è dura, lunga e cruenta.

La missione di oggi è dimostrare quanti spazi e quindi oggetti della nostra quotidianità condividiamo con gli altri (e quanti altri!) e assumere dei comportamenti responsabili per evitare la diffusione del Corona virus tramite le nostre mani.

Il pianeta Terra è abitato da sette miliardi di persone. Sette miliardi di donne e di uomini che ogni giorno cercano di conoscere, costruire, difendere e migliorare il proprio spazio di vita, il proprio posto nel mondo.

Questo posto è raramente di uso esclusivo. Lo spazio di vita è quasi sempre un insieme di luoghi che condividiamo con altri individui – gli altri membri della famiglia, i compagni di scuola o di lavoro, gli altri cittadini del territorio in cui abitiamo (…).

Anche se abbiamo bisogno di uno spazio tutto nostro è soprattutto negli spazi condivisi che si decide il nostro destino. Un destino nel quale quegli spazi fatti di relazioni, risorse, valori e anche di problemi e ostacoli da affrontare influiscono in modo rilevante su ciò che saremo e su ciò che faremo.

C. Giorda “Il mio spazio nel mondo”, pp. 16-17.

Questa riflessione, pubblicata nel 2014, assume oggi un nuovo significato. La pandemia del Covid-19 ha obbligatoriamente portato a riconoscere il grande valore di condividere uno spazio con gli altri.

Proviamo ad osservare alcuni dati raccolti da alcuni luminari nel campo della ricerca epidemiologica (i bambini e ragazzi della scuola primaria Anna Frank di Torino, che ringraziamo per la collaborazione).

Questi dati sono stati estrapolati dalla ricerca effettuata dalla classe 4° della scuola Anna Frank di Torino, i numeri sono stati stimati sulla base degli individui che potenzialmente possono essere presenti nel luogo indicato.
Questi dati sono stati estrapolati dalla ricerca effettuata dalla classe 2° della scuola Anna Frank di Torino, i luoghi condivisi sono suddivisi in tre categorie (frequentati da pochi, da molti e da moltissimi) e per ogni gruppo è stato assegnato
un livello di “urgenza” per lavarsi le mani.

Ripetete anche voi questa ricerca, pensando agli spazi della vostra quotidianità e al numero di persone con cui li condividete.

Siate sinceri. Vi aspettavate di condividere gli oggetti della vostra giornata con così tante persone?


Negli spazi analizzati durante le ricerche sono spesso presenti cartelli che invitano a lavarsi e a igienizzarsi le mani.

Cerchiamo di capire meglio perché è un atto di cittadinanza responsabile lavarsi o igienizzarsi le mani.

La flora microbica transitoria, o flora microbica occasionale, si trova sulla pelle delle mani. È costituita da più microrganismi che possono essere uccisi o eliminati con l’aiuto del semplice lavaggio delle mani con acqua e sapone.

La sua persistenza sulla pelle delle mani può essere maggiore o minore, a seconda degli oggetti, delle superfici, dei materiali, o degli organismi con cui le mani vengono in contatto nel corso della giornata

Fonte: Wikipedia

Non ci credete?

Per dimostrare che sulle nostre mani ci sono microrganismi i ricercatori epidemiologici sopra citati hanno svolto alcuni esperimenti che potete facilmente replicare a casa vostra o nelle vostre classi.

Tutto ciò che serve sono le mani e alcune fette di pane da tramezzino.

L’ipotesi è che se sulle mani ci sono microrganismi, toccando il pane questi si trasferiranno sulle fette e le modificheranno.

  1. Toccare le fette di pane.

2. Osservare quotidianamente cosa accade.

3. Registrare i risultati.

4. Analizzare i dati e giungere a conclusioni.

Vi suggeriamo di lavarvi le mani con acque e sapone per almeno 20 secondi per non cadere nell’errore dei nostri epidemiologi.

E il Corona virus?

Le attuali evidenze suggeriscono che il SARS-CoV-2 si diffonde da persona a persona:

– in modo diretto

– in modo indiretto (attraverso oggetti o superfici contaminati).

Le persone malate possono rilasciare goccioline infette su oggetti e superfici (chiamati fomiti) quando starnutiscono, tossiscono o toccano superfici (tavoli, maniglie, corrimano). Toccando questi oggetti o superfici, altre persone possono contagiarsi toccandosi occhi, naso o bocca con le mani contaminate (non ancora lavate).

Questo è il motivo per cui è essenziale lavarsi correttamente e regolarmente le mani con acqua e sapone o con un prodotto a base alcolica e pulire frequentemente le superfici.

Immagine presa da qui.

La salute del nostro pianeta è letteralmente nelle nostre mani.

Fateci sapere il risultato delle vostre ricerche socio-epistemiologiche. Condividete il vostro essere cittadini attivi e responsabili. Scattate foto mentre vi lavate le mani e pubblicatele tra i commenti o sui social senza dimenticare il nostro nametag @missionigeografiche e la parola chiave:

#cittadinanzaallamano

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2 Comments

  1. Interessante lavoro interdisciplinare, da sviluppare attraverso le discipline.

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