Utilimetria

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4
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Se con sOggetti vi siete accorti che la vostra casa è piena di oggetti dimenticati e non avete contattato l’ecocentro della vostra città state leggendo la missione che fa per voi.

Per prima cosa potete utilizzare un “utilometro” , lo strumento per antonomasia, per analizzare gli oggetti con rigore scientifico e ordinarli.

L’utilometro è il frutto della sperimentazione sul campo di generazioni di “desperate housewives made in Italy” che hanno dovuto stipare, estate dopo estate, i bagagli di cinque persone in una cinquecento o fare i conti con uno sgabuzzino già stracolmo e l’ennesimo set da pesca ultra accessoriato comprato dal marito.

Il suo funzionamento si basa sul quantificare tre parametri:

punti
1. Quando ho usato l’oggetto per l’ultima volta
– Non ricordo di averlo mai usato
– Più di sei mesi fa
– Più di due mesi fa
– Lo uso frequentemente
0
1
2
3
2. Quante volte l’ho utilizzato
Mai
Forse qualcuno l’ha usato
L’ho usato qualche volta
Lo uso spesso
0
1
2
3
3. Quanto penso mi sarà utile nel prossimo mese
Per nulla
Forse a qualcuno potrà essere utile
Lo userò qualche volta
Lo userò spesso
0
1
2
3

Dopo aver dato un punteggio per ciascun criterio, sommate e inserite il vostro oggetto in una categoria, utilizzando i prototipi di utilometro sotto riportati.

Avete dimostrato che la maggior parte degli oggetti (ri)scoperti è stupendamente inutile? Marie Kondo e zia Maria saranno moooooolto fiere di voi.

Solo perché una cosa non fa ciò che tu ti aspetti, non significa che sia inutile.

Thomas A. Edison

La missione di oggi è osservare questi oggetti come se non li aveste mai visti prima, scoprendo la loro vera identità (ed innegabile utilità)

Tutto ha un valore, che può rendersi manifesto nel luogo e nel momento giusto. Il problema è riconoscere questo valore, questa qualità, e poi trasformarla in qualcosa che si possa utilizzare. Se vi imbattete in qualcosa di valore e la conservate nella vostra valigia, verrà sicuramente il momento in cui potrete usarla.

Jurgen Bey

Procedete con il primo oggetto.

Posizionatelo sul pavimento e sdraiatevi accanto o, se siete yoga-praticanti, osservatelo a testa in giù. Assumere punti di vista insoliti è il primo segreto per carpire i segreti degli oggetti. Poi provate a disegnare ciò che vedete.

Proviamo con qualche oggetto di casa.

Un comune appendiabiti, agli occhi di uno gnomo (o di un bambino a testa in giù) può diventare un immenso albero dai robusti rami.

Gnomo alle prese con un’avventura sul suo “albero”. Foto presa da qui

Sapreste distinguere un rotolo di nastro adesivo, da uno stampo per hamburger o una fede nuziale da un raccordo idraulico? Normalmente sì.

Ma se cambiate il punto di vista da cui li guardate?

E se ci spostassimo su un satellite?

Immagini prese da qui..

Lettering? No, semplicemente edifici visti dall’alto. Cambiando semplicemente il punto di vista potete scrivere un messaggio con le foto del vostro condominio o di una cisterna.

Un altro metodo infallibile per conoscere approfonditamente un oggetto è smontarlo e rimontarlo (se non riuscite potete sempre contattate il servizio clienti IKEA).

Costruire una lente di funzionamento, vi permetterà di mettere a fuoco le parti di cui è formato.

Lo “smonting” è un’attività didattica con molte potenzialità, interdisciplinare e coinvolgente.

Ora che da veri geografi avete osservato da diversi punti di vista, analizzato l’insieme e le sue parti sarete sicuramente stati illuminati e scoperto l’essere-vero dell’oggetto.

Inutile dire che, se sei un bambino e non hai la più pallida idea di cosa sia in realtà “la cosa”, l’operazione risulterà più semplice e infinitamente più divertente.

Quando vediamo qualcosa che è diverso da come ce lo aspettavamo siamo spinti a instaurare con esso una nuova relazione; una relazione che ci spinge a mettere in questione “ciò che crediamo di sapere” o “che vediamo”, aggiungendo allo stesso tempo un elemento di gioco.

Keri Smith

Concludete la vostra missione dando all’oggetto un nuovo nome e trovandogli una collocazione degna della sua nuova funzione.

Io per esempio ho preso un ombrello. Uno di quelli ripiegabili che compri per portare nello zainetto ed essere pronta ad un improvviso temporale (ma che poi dimentichi sempre in macchina).

Osservandolo da un nuovo punto di vista mi è sembrato un fiore.

Poi l’ho smontato.

Ora mi è sembrato perfetto per il remake di Aracnofobia.

Alla fine analizzando le sue parti, la sua straordinaria capacità di occupare poco spazio e di aprirsi in un istante…eureka!… ecco il nuovo stendino portatile 3.0. Utilissimo da tenere in borsa e da usare in caso di temporale improvviso… ma per stendere i vestiti che si sono ormai inzuppati.

Ecco altri esempi di (re)inventori di sOggetti straordinariamente inutili.

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#utilimetria

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